lunedì 28 agosto 2006

Immagine

Rodoviaria, stazione degli omnibus, Juina. Saluti. Mille volti amati, facce amiche, abbracci, baci, frasi, regali..Nella confusione, mi giro per salutare altre persone, incrocio i suoi occhi, lucidi, e non me l'aspettavo..Corro da lui, lo abbraccio, forte. Non servono parole, non serve niente. Basta un abbraccio. Stringere forte una persona che ami e che sai che probabilmente non rivedrai. Guardarsi negli occhi lucidi, e sorridere. Perchè anche l'addio è bello, anche se fa male. Ti fa capire l'importanza di una persona, e l'importanza di quello che da questa persona hai ricevuto. Arrivano altre persone, mi stacco, saluto, bacio, stringo forte a me amici ormai fraterni..L'autista è impaziente. Ci chiama, deve partire. Lo cerco con lo sguardo. Ha ancora gli occhi lucidi e un viso triste. Vado da lui, l'ultimo abbraccio, gli lascio qualcosa in mano, lui sorride di nuovo, questa volta anche con gli occhi. E' ora. Salgo sul bus. Noi sei che piangiamo, tutti gli altri giù, con le mani tese a salutarci, chi piange, chi sorride, chi cerca di sorridere fra le lacrime, chi in prima fila, chi, fra i quali lui, in ultima..Avrò questa immagine per sempre nel cuore. Senza bisogno di foto..L'omnibus che si allontana, loro fermi lì, il mio "atè mais" a cui voglio assolutamente credere..E' strano. Un volto può arrivare a racchiudere tutto un mese, uno sguardo tutta una vita. Persone che di me sanno poco o niente, e delle quali so ancora meno, che mi conoscono nell'animo. Non vedersi mai più sembra assurdo, loro sono lì, stessi luoghi, stessa vita, i giorni in oratorio, la scuola...Ma il tempo passa, la ruota del destino gira..Già l'anno prossimo alcuni saranno a Cuiabà a studiare, alcuni si sposeranno, alcuni nasceranno, alcuni lasceranno, arriveranno nuove persone, arriveranno nuovi italiani, e io non sarò fra loro. Quando tornerò, se tornerò, sarà tutto nuovo e tutto diverso, forse ci sarà l'asfalto, forse un nuovo oratorio, forse...Alla fine, 1.500 € sono un paio di mesi di lavoro part-time qui in Italia..E un paio di settimane, come non trovarle??Ma i ritorni sono sempre amari, e i nuovi addii fanno ancora più male..E partire per restare è qualcosa di ancora troppo grande per me..E allora? Tengo le immagini e i ricordi nel cuore, pregando di avere un'altra occasione, solo una, per rivederli di nuovo. Saudade non è il portoghese per nostalgia. Nella saudade c'è il sapore di un arrivederci. Come ci ha detto qualcuno, qui o in un'altra vita..Di sicuro, nel mio cuore. A presto, Juina.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao elena,
sono la frà di mondialità...grazie per le tue parole che hanno riacceso i colori dei miei ricordi...amerai altri luoghi e altre persone in terre lontane, ma juina sarà sempre in quell'angolo di cuore...è bello quando questi luoghi diventano tuoi...
un abbraccio da frà di juina e della bolivia

minigloo ha detto...

Parole semplici e malinconiche,forti e allo stesso tempo tristi.Ho i brividi..anche se non l'ho provato.Chissà cos'ha significato per te..Smak