
Lo ammetto, le immagini sono un pò...deprimenti...o evocative a seconda dei gusti...Questo è un periodo un pò così, tornare a Roma dopo un periodo di limbo, cercare di ritrovare il ritmo di studio, cercare di far combaciare tutto: impegni, amici, amore, università... Non lo so. Forse dovrei riprendere il contatto con la natura. Userò sabato pomeriggio per una camminata sulla spiaggia di autunno ( o inverno ormai)...Paradossale visto che non ho messo piede in spiaggia tutta l'estate...ma sperando in una giornata di sole, forse quel giro mi darà una certa dose di serenità..Sono successe tante cose, belle, brutte, che mi hanno fatto riflettere. Ho pensato molto alle persone, agli amici, a come mi comporto io con loro, a come si comportano loro con me, a come forse a volte io non mi impegni abbastanza. Uno dà sempre tutto per scontato, e invece scopre che deve costruire tutto giorno dopo giorno. Si è la solita storia, "don't take anything for granted", però a volte capita che l
e persone restino accanto a te anche senza motivi, che nonostante tutto, ti riesci a ritrovare una sera a cena in un posto carino e ridere e scherzare come se tutto il dolore che vi ha attraversate in questi anni non ci fosse, come se nonostante tutto, ci sia qualcosa che vi lega. Io voglio impegnarmi, in tutti gli aspetti della mia vita, nei rapporti umani e nella vita "professionale" da adulta, ma c'è un qualcosa che mi blocca, un qualcosa che mi fa rimanere immobile. Forse aspetto un segno una rivoluzione, o forse devo solo lentamente superare un trauma. Non lo so. Mi accorgo che quello che scrivo è assolutamente sconclusionato, senza capo nè coda, ma lo scrivo per sfogarmi, per cercare in qualche modo di tirare fuori una strana inquietudine che ho in questi giorni. Sarà che mi sono resa conto che alcune persone sono semplicemente cattive persone. Magari hanno una bella facciata, magari sembrano gentili, e invece sono solo dei manipolatori, che cercano di distorcere la realtà per trarne vantaggio. Vorrei spazzare via queste persone dal mondo e dalla mia vita, ma non sempre è possibile. Non si rendono conto di quanta sofferenza portano? Non si accorgono del veleno che diffondono nel mondo? E io non posso fare niente per cambiare questo? Solo aspettare che si sveglino o che qualcun'altro li punisca? Ah come vorrei urlare loro contro tutta la mia rabbia e tutto il mio disprezzo. Anche se questo non cancellerà le lacrime di chi hanno fatto soffrire....Etichette: confusione, delusione, nebbia, vaneggio
Vedersi allo specchio. E sognarsi diversi. Luoghi diversi, tempi diversi, doveri diversi. Guardarsi allo specchio, e cercare la forza di cambiare tutto. Cercare la forza di iniziare il primo passo del cambiamento, il primo passo per il futuro, il primo passo per.. E invece, sentirsi bloccati, in un mondo grigio e freddo, in una vita che non mi permette di fare quello che davvero vorrei. Che poi sarebbe non fare nulla. Avere tempo. Per i miei affetti, per i miei amici, per i miei interessi...Leggere. Avere di nuovo la testa di leggere un libro, avere il tempo di leggere un libro, avere il tempo di tuffarsi in una realtà altra senza dover correre dietro a qualcosa o a qualcuno, impegni, scadenze...Chissà cosa dovrei fare per riuscire a uscire da questa situazione di stallo. Forse fare un cambiamento radicale. Magari fisico. Mi vedo diversa, e inizio a sentirmi diversa. In effetti i miei capelli iniziano a essere lunghi...molto lunghi...O magari un cambiamento spirituale. Cercare un nuovo equilibrio, un nuovo percorso, un nuovo...O magari smetterla di scrivere nonsense e tornare a studiare, che la mia pausa pranzo è iniziata alle dodici e mezza, e all'alba delle sei non è ancora finita...Forse il cambiamento dovrebbe iniziare dal cambiare i tempi della mia vita...
Ogni volta che la pressione intorno a me si alza, si fanno sempre più vivi i miei desideri di fuga. Ho sempre questa strana idea che ci sia un posto in cui poter trovare quella serenità che qui mi manca. Dovrei costruirla. Questo è ovvio. Ma l'idea di poter essere sereni, senza avere molto, in una casa sulla scogliera, nel silenzio, in mezzo all'erica ed al profumo del mare, mi attrae e mi ammalia. Ha un che di fine del mondo. Dovrei lavorare per eliminare passo passo tutti i fardelli che mi tengono bloccata qui, la laurea, i soldi... e iniziare a costruire finalmente il mio futuro, in un posto sereno, in un posto tranquillo, e magari non poi così lontano... E' più maturo progettare concretamente la fuga piuttosto che semplicemente sognare di andare via, no?